Dr. Giovanni Moscarella - Nutrizionista - Napoli - www.nutrirsi.net

sabato 17 marzo 2018

UN NUTRIZIONISTA DEVE CONSIDERARE ANCHE AMBIENTE E POLITICA

UN NUTRIZIONISTA NON DEV'ESSERE UNA BOLLA NELL'OCEANO
Chi legge i post del Dottor Moscarella può, a giusta ragione, essere sorpreso dal fatto che spaziano dalla biochimica degli alimenti all'inquinamento da guerra climatica elettromagnetico, dalla fisiologia umana all'attività fisica, dalla nutrizione alla psicologia sociale, dall'epigenetica alla cultura, dalla psiconeuroendocrinoimmunologia alle imposizioni vaccinali, dalla antropologia alla filosofia. 

Che un nutrizionista non si concentri soltanto su metabolismo, calorie e consigli alimentari, può dar l'idea che si proponga come tuttologo, che voglia arrogarsi la presunzione di conoscere di tutto di più, semmai finendo poi nel paradosso di non saper occuparsi con reale competenza di ciò che dovrebbe essere il suo bravo orticello.

Il punto, però, è che noi siamo una continuità che si propaga dalla notte dei tempi con memorie genetiche che riverberano da milioni di anni e con variazioni evolutive non casuali, ma indotte dalla cultura e dagli stimoli ambientali; siamo scatole craniche sempre più sigillate da opportunismi mediatici, in conflitto con un esercito corporeo di centinaia di miliardi di cellule la cui superiore e divina intelligenza tendiamo a ignorare, quella intelligenza che ha come primo obiettivo una sopravvivenza che dia tempo alle nostre inimmaginabili risorse di generare degli adattamenti che permettano resistenza, resilienza ed evoluzione, comunque, sempre e ovunque. Proporre o subire una cosiddetta dieta, aspettandosi un determinato risultato, come se ci fosse una concatenazione causale semplice e diretta del tipo di togliere o mettere delle patate da un sacco, rappresenta tutta la stupidità che trionfa oggigiorno nei circoli dei cosiddetti esperti della nutrizione e che si diffonde a macchia d'olio nelle inebetite popolazioni di replicanti alla deriva.






Ebbene, un nutrizionista che si focalizzi esclusivamente su cibo, calorie e peso e, se è già più evoluto, solo sui risultati della analisi di composizione corporea o delle analisi cliniche, intendendo l'essere umano come una entità con una storia che comincia solo dalla sua nascita e che è avulsa dall'ambiente fisico-chimico volutamente intossicato da geoingegneria clandestina, dal contesto sociale, dalle esperienze prenatali o infantili, dagli stimoli motivazionali e frustranti in cui è immerso, dai condizionamenti mass mediatici da cui è bombardato, dalle interazioni affettive, dalle sostanze che gli vengono somministrate, come gli squilibranti vaccini o dai farmaci che ritiene di dover prendere, ha lo stesso senso che ha una bolla che svanisce nell'oceano.

Il cibo interagisce con un popolo di cellule con memorie genetiche che valicano di gran lunga  a ritroso il momento della propria nascita, come dimostrato dalla EPIGENETICA, e queste cellule sono contestualmente sollecitate ad adattarsi a emozioni e sostanze chimiche, come evidenziato dalla PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA, e in lotta con un ambiente che umanoidi deviati e potenti disseminano di trappole chimiche e sociali. 

In un campo di  tal pur suggestiva battaglia, se la persona direttamente interessata e il consulente nutrizionista non si pongono fianco a fianco, entrambi come ricercatori obiettivi e determinati, nonché affascinati da tale ricerca, ben consci di ritrovarsi in un mare magnum dai connotati almeno inizialmente ignoti e arcani, non si arriva da nessuna parte, sempre che l'obiettivo sia permettere l'espressione e lo sviluppo di tutte le proprie capacità psicofisiche, con la naturale conseguenza di ottimale funzionalità organica e della sublimazione estetica, e non il poter indossare momentaneamente abiti di due taglie in meno per il matrimonio del proprio trasognato cognato o per la cerimonia di battesimo di qualche pur del tutto rispettabile marmocchio o per apparire più sexy per accalappiare l'ennesimo evanescente partner.











La nostra pregressa nutrizione e, addirittura, le modalità della nutrizione o l'entità dei traumi psicofisici dei nostri avi, insieme alle sostanze chimiche che respiriamo e che ci facciamo iniettare o somministrare e alle emozioni che ci ritroviamo a vivere, sono un terreno minato e sconosciuto, di cui aver rispetto e considerazione, che influisce profondamente sulle nostre risposte a un nuovo percorso alimentare. Il cibo che entra nel nostro corpo interagirà con tutto un immenso archivio di fini memorie e informazioni volte a trovare adattamenti vitali. 
Quando una persona non ottiene i risultati che si aspetterebbe da una cosiddetta dieta, che dovrebbe essere una sana reimpostazione iper-nutriente del proprio metabolismo, non deve pensare che sta fallendo, ma che ha appena iniziato una ricerca sul Sé e sulle sue interazioni con l'ambiente, non solo presenti ma anche passate, nonché primordiali. 

Se or dunque non ci si concede i tempi adeguati per spostarsi sanamente e gradualmente dall'equilibrio precario in cui il proprio organismo si è rifugiato per provare a sopravvivere, significa solo che ci si vuole rotolare nell'ignoranza più bieca e autodistruttiva.


Ebbene, infine, paradossalmente, se è vero, come si sta qui sottolineando, che il cibo non è il solo fattore che determina la nostre condizioni di salute ed estetiche, è altrettanto certo che è il solo elemento che può permetterci di esplorare con maggiore energia, lucidità e intuitività le tenebre delle nostre essenze, difendendoci da un ambiente ormai tendenzialmente avverso, sempre che come nutrizione si intenda iper-nutrirsi in modo completo e saziante nella prima parte del giorno, in modo da magnificare tutte le capacità percettive e di azione, e non di atteggiarsi, barcollando, a fachiri o guru di terza categoria in improbabili e grottesche performance di anoressia acuta, seguendo inattuabili consigli e fantozzeschi rimbrotti da spaventapasseri in camice bianco e in anima incartapecorita da nozioni ridotte al surreale.

Questo articolo e questi argomenti fanno parte di un libro che il Dottor Moscarella pubblicherà a breve.

TUMORI: OPPORTUNISMO, CECITA' O IGNORANZA?

DECENNI DI RICERCA E TUTTO VA SEMPRE PEGGIO

Milioni di euro dai TELETHON per la ricerca sul cancro. Una ricerca che da decenni finge di impegnarsi a scoprire soluzioni. Vi è solo da ridere. I tumori sono in aumento. Almeno così pare. Così dicono gli stessi medici. L'organismo umano è potenzialmente perfetto se l'ambiente in cui vive non è intossicato, se è ben iper-nutrito nella prima parte del giorno, se non è stressato costantemente da ritmi sociali di produzione-consumo insostenibili e se è in un minimo di attività motoria.




In condizioni ideali i tessuti, gli organi e il sistema immunitario sono inossidabili e reattivi nella loro capacità di rigenerazione e di difesa.


  
Se però da decenni si inquinano i cieli di sostanze tossiche ed elettromagnetiche come quelle della geoingegneria clandestina (scie chimiche), se si continuano a martellare le persone sul fatto che meno mangiano e meglio stanno in salute, se si continua a stringere il cappio economico che costringe a un continuo e affannoso sforzo psicofisico quotidiano per non finire sotto un ponte insieme a tutta la propria famiglia, e se tutto ciò toglie le energie per un minimo di attività fisica, è fin troppo logico che vengono fuori patologie di varia origine, comprese i tumori per cui si è messo su il teatrino e delle fondazioni salvavita, della ricerca infinita e delle costosissime terapie spesso non a lieto fine.

Qualsiasi patologia non è istituzionale, ma ha delle cause multifattoriali. Vero è che ci può essere una predisposizione genetica, ma ormai tanti studi dimostrano, tramite l'epigenetica, che l'espressione del DNA  è nettamente modificabile dall'ambiente e dagli stili di vita.



Una Medicina seria dovrebbe fare vera cultura, e non terrorismo e accanimento terapeutico; dovrebbe intervenire a livello politico, opponendosi al deliberato inquinamento atmosferico ordito dalla NATO. Inoltre, la scienza medica dovrebbe farsi largo a livello mass-mediatico, offrendo le sacrosante informazioni scientifiche maturate negli anni '50-'70 negli ambiti della vera scienza dell'alimentazione, la quale, se non si basasse su colazioni "da ospedale" e pranzi da terzo mondo, tamponerebbe anche gli effetti negativi sul sistema immunitario provocati dai grandi dispiaceri e delle tensioni quotidiane. Una Medicina concreta dovrebbe tenere in conto anche le illuminanti scienze psicosociali, che sublimano nella psiconeuroendocrinoimmunologia le conoscenze delle correlazioni psiche-metabolismo-patologia. La Medicina non può e non deve essere solo camici bianchi che esondano supponenza e irresponsabilità con la unica mira di constatare la malattia per associarvi il predisposto farmaco.


Se ci si ammala di tumore, avviene in due modi: in maniera grave e devastante, e lì non ci sta terapia che tenga; oppure in modo non grave, il che permetterebbe una convivenza con la patologia anche e soprattutto senza alcuna terapia. Pertanto, quello che si vuole evidenziare in questo post è che si continua a chiedere montagne di soldi per far finta di cercare inutili rimedi (che appunto o non ti salvano da un tumore grave, o che non servono per manifestazioni tumorali rientranti o controllabili già con modifiche dello stile di vita), mentre non si vogliono risolvere, oltretutto nascondendole, le vere cause del cancro. 
Or dunque, bisogna concludere che, per le popolazioni, al di là di una fondamentale presa per i fondelli, null'altro si palesa. Si salvi chi sa! Si salvi, e si salverà, solo chi approfondirà la conoscenza del Sé e dei propri potenziali e del come attivarli e potenziarli. 

Le maggioranze che ancora credono nel Sistema politico-sanitario attuale è anche giusto che vengano sfruttate, umiliate, ammalate, fintamente curate e ridicolizzate dai soldatini in camice bianco. Essi, se pur in buona fede, in quanto condizionati e piallati mentalmente dalle cosiddette scuole di specializzazione, eseguono gli ordini delle oligarchie che la sanno ben lunga  su come trarre vantaggio dall'ignoranza. 


Le minoranze, non condizionabili, troveranno invece spiragli, cogliendo barlumi di verità e di conoscenza risolutive nelle fosche e nebbiose tenebre di un contesto politico-ambientale-sanitario vergognoso e venduto.