Dr. Giovanni Moscarella - Nutrizionista - Napoli - www.nutrirsi.net

domenica 11 giugno 2017

A MENO CHE TU NON SIA GURU, LASCIA PERDERE IL DIGIUNO

Per gli aspiranti al digiuno è doveroso sottolineare come l'organismo in fase di deficit o comunque di necessità di adattamento è capace come si suol dire di tirare fuori sangue dalle rape. Questo significa che, nello specifico, la mancanza di nutrienti essenziali porta a una necessità di ipercompensare ciò che manca al momento, ovvero di produrre, a partire da altre sostanze presenti nel corpo, in quantità anche superiore alla media le sostanze che mancano, o almeno quelle che è possibile formare. Questa ipercompensazione però si basa sulla logica organica del fatto che lo stato di allerta e di adattamento per sopravvivere abbia una durata minima e si presenti raramente.


L'organismo non prevede che la razionalità che lo gestisce sia così stolta da prolungarne una condizione deficitaria o da ripresentarla spesso. C'è da dire però che anche per periodi molto limitati di digiuno la ipercompensazione viene comunque pagata a caro prezzo successivamente. È comunque un trauma che l'organismo ha subìto e impiegherà tempo, come per tutti gli stress, per diluire gli effetti negativi e tossici di quello che è accaduto. 

Facciamo un esempio peculiare. Col digiuno, non avendo il nostro corpo grandi riserve di glucosio, ed essendo il glucosio stesso invece l'unica fonte di energia per il sistema nervoso, il quale tra l'altro è il sistema da cui dipendono tutti gli altri apparati, tende a ipercompensare, un po' come succede per i diabetici messi a regime drastico sui carboidrati, producendo più glucosio della media. Ma da dove viene questo glucosio? Viene dalla trasformazione di alcuni aminoacidi, cioè dei componenti delle nostre proteine corporee, che vanno quindi a essere sottratti alla loro naturale funzione di ristrutturazione e di attivazione di tutti gli organi e di tutte le funzioni fisiologiche. 

Questa iperproduzione di glucosio è il motivo per il quale le persone che stanno a digiuno riferiscono di avere una sensazione di grande benessere psichico inizialmente (ma anche perché hanno ridotto la tossicità derivante dalla evidentemente pessima alimentazione precedente). Cosa succede nel frattempo alle proteine invece? La loro ridotta disponibilità porta a cascata una serie di adattamenti negativi che vengono avvertiti come chiaro stress dall'organismo con riflessi anche sul sistema nervoso, a partire dalla ipotalamo, e quindi da una alterazione del senso della fame e della sazietà, con riverberi anche sul sistema endocrino e sugli equilibri generali psicofisici di tutto l'organismo che possono manifestarsi in modo subdolo anche per mesi con indebolimento della efficacia del sistema immunitario e pertanto prestando il fianco a patologie sia infettive o derivanti da tossicità, sia autoimmuni.

Pertanto, a meno che non si sia fatto un percorso spirituale-mistico-filosofico veramente efficace, è meglio nutrirsi di alimenti, Tra l'altro anche gli illuminati, i quali sono chiaramente gracili e un po' malconci, molto probabilmente, se si nutrissero anche di cibo, si illuminerebbero ancora di più.          



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