Dr. Giovanni Moscarella - Nutrizionista - Napoli - www.nutrirsi.net

giovedì 18 maggio 2017

LA FAME NON E' UN CAPRICCIO!




NO ALLA FAME!
Gli stessi alimenti possono dare effetto totalmente diverso a seconda del momento della giornata in cui vengono mangiati. Questo perché il metabolismo è molto più attivo nella prima parte del giorno (vedi studi sugli orologi biologici e i ritmi circadiani). Nelle prime ore del giorno una consistente e completa nutrizione attiva i processi di ristrutturazione delle cellule morte e delle sostanze logore, con utilizzo del materiale nutritivo ed energetico e, quindi facendo anche bruciare più calorie... 
Di sera, invece, dove oltretutto si arriverebbe più affamati a causa della inconsistente nutrizione mattutina, lo stesso apporto nutritivo troverebbe una fabbrica spenta e il materiale introdotto finirebbe in gran parte in stock di riserva, ovvero in formazione di grasso, oltre a sovraccaricare gli organi digerenti e cardiovascolari in fasi in cui dovrebbero essere semi-dormienti.



Quindi nutrirsi di più in mattinata favorisce una migliore età biologica a dispetto di quella anagrafica, più energia psicofisica per affrontare gli impegni e minore fame serale, riducendo la probabilità che si introiti troppo quando il metabolismo rallenta.

COSA E' IN REALTA' LA FAME? CHIEDIAMOCELO. 
E' FONDAMENTALE COMPRENDERLO
La fame è la più intima implorazione, il più remoto grido di allarme che, riecheggiando da cellula a cellula, manifesta l’impossibilità della più efficace espressione del codice genetico individuale. La fame è la voce amica e sincera del DNA di ogni nostra cellula. 
Perché mai una persona obesa o “malata” dovrebbe controllare la propria fame? La volontà di resistere alla fame è un costrutto ormai radicato nell’immaginario delle popolazioni occidentali. Una volontà che viene prima provocata e poi assecondata e corroborata dalle informazioni e dalle strategie sanitarie, le quali si concretizzano non solo in diete ipocaloriche, ma finanche in sostanze o in altri ritrovati che sono anoressanti, ovvero che riducono o annullano il senso della fame, mettendo i “tappi alle orecchie della logica”, rendendo inascoltabile il sano richiamo proveniente dalle più sensate profondità delle nostre intelligenze cellulari.

Il corpo saprebbe bene di quali  nutrienti e cibi ha bisogno, ma quando è malnutrito, squilibrato e in eccedenza di grasso anche la fame è indiscriminata e porta a buttar dentro ciò che capita a tiro. Anche la cosiddetta fame nervosa, dettata da un impulso compulsivo che spinge alla continua ricerca di cibo,  sarebbe innescata da una ricerca di sopravvivenza volta a soddisfare una serie di carenze nutrizionali, oltre che deficit di sostanze attive dilapidate per fattori emotivi. Dopo qualche settimana di eu-nutrizione, però, è l’organismo a suggerire il modo giusto di mangiare. L’appetito, allora, diventa selettivo, mirato, fino a orientare la scelta gastronomica verso alimenti ricchi di nutrienti che giovano alla linea e alla salute, in quanto sono quelli che mancano in quel momento e che generano la fame contestuale. Si interrompe così un circolo vizioso,  poiché  seguendo la Dieta Bio-Sofica si mangia per stare al meglio delle proprie potenzialità psico-fisiche e non solo meramente per sopravvivere. 

Ritornando alla fame definita nervosa, bisogna considerare un realtà spesso trascurata: oltre al fatto che per il sistema nervoso l’unica fonte di energia è il glucosio, ovvero carboidrati, molti neurotrasmettitori, ovvero sostanze che fanno propagare gli impulsi nervosi, derivano da aminoacidi, i costituenti delle proteine. Pertanto il nostro rendimento, le nostre percezioni, i nostri umori, dipendono da quanti aminoacidi risparmiamo dalla combustione, e cioè da quanto è completa la nostra nutrizione mattutina sia di carboidrati (tenendo in conto che essi fanno anche sì che si brucino più grassi che aminoacidi) che di proteine. 
Tale completezza infatti ci dà il cosiddetto risparmio proteico. 

Quindi se è vero che l'umore influisce sul modo di mangiare è altrettanto vero il contrario. Nutrirsi in modo completo e rispondente alle vere esigenze individuali migliora, dunque, anche la resistenza e la capacità di reazione agli stress, nonché pone in una diversa e risolutiva gestione delle problematiche esistenziali, favorendo quelle necessarie percezioni e i fondamentali cambiamenti interiori che solo un attrezzato arsenale energetico-strutturale può offrire. 

(TRATTO DAL LIBRO “INIZIAZIONE ALLA DIETA BIO-SOFICA–SULLE ORME DELL’OVO SAPIENS”–EDIZIONI MEDITERRANEE – ROMA)



Per approfondimenti scrivere a giovanni.moscarella@tin.it 
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