Dr. Giovanni Moscarella - Nutrizionista - Napoli - www.nutrirsi.net

domenica 30 aprile 2017

I VERI MOTIVI DELLE PATOLOGIE


Le malattie degli ultra-cinquantenni non sono affatto dovute, come si tende a voler far pensare, all’età che avanza, ma al fatto che sono decenni che la persona si nutre al di sotto dei fabbisogni anabolici tra colazione e pranzo.
Per chiunque muoia prima del suo vero natural momento, che non sia addormentarsi per l’ultima volta per consunzione (il fisiologico spegnersi del corpo senza malattia), si deve considerare la perpetrazione di un omicidio o di favoreggiamento di  un suicidio… o anche di entrambi…
Dal libro INIZIAZIONE ALLA DIETA BIO-SOFICA - Sulle orme dell'Ovo Sapiens: È da ricordare che un essere umano consapevole, ben nutrito e ben integrato nel proprio ambiente, può morire solo per consunzione anche ultra-centenario: il rinnovamento cellulare tende naturalmente a essere sempre più lento fino a spegnersi, senza malattie, senza cure, senza sofferenza, come in un sogno  e con tanto fertile vissuto disseminato in forma di esempi e di conoscenze che esaltano l’Essere. È interessante, a tal proposito, riferirsi agli studi di B. Spencer e F.J. Gillen su tribù aborigene australiane, evidenziati da E. Cassirer, relativamente al concetto che l’essere primitivo aveva e ha della vita: la sensazione dell’indistruttibile unità dell’esistenza risulta così potente da fargli negare la realtà della morte. La vita è concepita senza limiti di tempo e di spazio, continuandosi nell’intero regno della Natura e lungo la storia.  La morte, nel pensiero del primitivo, può essere provocata solo da una causa nemica e, dunque, spesso voluta anche da un proprio simile. Se riflettiamo su queste componenti, possiamo riportarci alla realtà attuale, ben palese, ma, comunque, non rilevata dai più: anche le patologie e la morte prematura, a esse correlata, sono sempre cagionate sugli esseri umani dai loro simili che, con informazioni distorte, condizionamenti psico-sociali, deturpazione ambientale, opportunismi commerciali, bombardamenti farmacologici, comunicazione aberrante o inesistente, inquinano la biochimica, le motivazioni esistenziali, le capacità di percezione e di oggettiva efficacia psico-fisica degli individui, portandoli alla malattia e alla “morte”.
Pertanto, il tipo di società, in netto contrasto con le reali predisposizioni umane, favorita dagli opportunismi politici, insieme alle subdolamente mirate informazioni penalizzanti provenienti dal mondo medico, rappresentano la forbice esistenziale, dalla quale traiettoria d’azione ogni umano attuale con ancora un minimo di dignità dovrebbe trovare, con la conoscenza, la forza per sottrarsi.

SE NON TI NUTRI NON RIPARI LE FALLE
Su un terreno disastrato dalle cosiddette educazione e cultura trova il giusto ambiente il germe dello stress. Il martellamento su questioni problematiche e sulla necessità di dover fronteggiare continuamente ostacoli relativi alla propria condizione sociale sempre in bilico, nonché la reale difficoltà in cui la maggior parte delle persone si ritrova quotidianamente per resistere economicamente  al passo con un sistema di produzione-consumo fortemente sbilanciato e frustrante, sono elementi che innescano condizioni ormonali debilitanti, attraverso l’incremento del cortisolo, detto, dagli studi di Selye, ormone dello stress, il quale riduce la sintesi proteica, limitando la rigenerazione di cellule e sostanze attive logore, predisponendo a scarsa reattività psichica, spossatezza cronica e a disfunzione organica.

A questo si aggiunge la caotica informazione su quella che sarebbe una necessaria congrua nutrizione. Il messaggio più fortemente proposto, se si vuol essere in forma e star bene in salute, è quello di dover limitare gli apporti nutritivi e di fare molta attività fisica, due condizioni che, seguendo una vera logica, fanno a cazzotti tra loro. 

La biochimica umana degli anni ’50-‘70, quella vera e inconfutabile, motivo di premi Nobel a suo tempo, ha dimostrato che la rigenerazione di cellule e sostanze attive, ovvero l’anabolismo umano, è maggiore nella mattinata (colazione e pranzo) e che, inoltre, sono i deficit nutritivi in questa fase della giornata (tra l’altro proprio quella in cui la gente è maggiormente sballottata e trafelata da impegni per la sopravvivenza), e non il troppo mangiare, a provocare obesità e malattie. 

Invece, il  pensiero indotto, attualmente dilagante nelle popolazioni, è quello di dover limitare le calorie, con la conseguenza di un disordine alimentare dato da fame compensativa e di un consumo di cibi detto “spazzatura” senza potere nutritivo, tra l’altro abilmente propagandati dagli sponsor. Questa base di forti squilibri fisiologici non fa che incrementare i livelli di stress cronico tra la gente. 

Inoltre, è lo stesso stress di fondo, in una sorta di circolo vizioso, che fa passare in secondo piano la tendenza a nutrirsi in modo completo.

La nutrizione completa diviene fondamentale per “riparare” i danni provenienti dalla sponda nervosa, che per tanti “lottatori sociali”, solo raramente colloca in uno stato mentale ideale. Inoltre, non avere deficit nutritivi mattutini può rendere più efficace e veritiero il filtro che frapponiamo alle vicissitudini, sia per l’apporto di sostanze che magnificano l’attendibilità dei recettori nervosi, sia per la maggiore energia disponibile, la quale, come abbiamo visto, è l’elemento imprescindibile per discriminare i messaggi ambientali e sociali e gli eventi in un’ottica quanto più realistica, evolutiva e costruttiva, e non caotica o deviante o distruttiva, per l’individuo.



Se l’anabolismo, ovvero la
ricostruzione cellulare di tutti gli organi e delle sostanze attive, è maggiore nella prima parte della giornata, e se proprio in questa fase del giorno si finisce con il sottonutrirsi, arrangiandosi con pasti incompleti, frugali o, quantomeno, di contenuto mediocre, e se l’alimento principe, l’uovo, che magnifica tale anabolismo, è consumato con scarsa frequenza in certe fasce orarie, nel tempo non si può che accusare una inesorabile riduzione della disponibilità di cellule altamente funzionali. Ciò si manifesta a partire dalla pelle, il cui afflosciamento è il primo indice di decadimento, per interessare poi i muscoli e, per finire, le ossa e gli organi interni, a cui l’organismo dà la priorità di ricostruzione, per motivi di sopravvivenza, rispetto agli altri tessuti meno determinanti. Con il reiterarsi dei deficit nutritivi mattutini, negli anni, però, il corpo finirà con il non poter mettere “pezze” nemmeno agli organi interni, predisponendo alle patologie, alle quali la “Sanità”, poi, opporrà diete restrittive, che debiliteranno ulteriormente, e farmaci che copriranno parzialmente i sintomi, ma che non salderanno le crepe incipienti e non fermeranno la produzione di altri zombi circolanti.

STUDIO DI DIETA BIO-SOFICA
VIA DIOCLEZIANO, 86 - NAPOLI - TE. 081 416275 - 347 7534243
e. mail  giovanni.moscarella@tin.it

sabato 8 aprile 2017

NON SIATE STUPIDI E GRASSI!



La dieta non ha un inizio e una fine e non è un calcolo di calorie. Essa è, piuttosto che convincersi di mangiare poco, una ricerca su se stessi, e non solo di tipo alimentare, ma anche emotivo e motorio, rendendosi conto che se il corpo si è programmato in un certo modo è stato per trovare un equilibrio seppur precario a causa di una serie di stimoli inadeguati quali:

  • Scarsa e incompleta nutrizione nella prima parte del giorno
  • Compromessi lavorativi, sentimentali, sociali e filosofici
  • Scarsa azione motoria o addirittura eccessiva attività fisica rispetto agli inadeguati apporti nutritivi
  • Ambiente fisico avverso con alti tassi di tossicità e di scenari innaturali




Chi non ha l'acume di rendersi conto CHE OCCORRE UN CERTO TEMPO per convincere l'organismo a lasciare quel tipo di equilibrio come male minore per non soccombere, è una persona illusa, ignorante, vittima di schemi che non portano a nulla, se non a una scissione tra l'intelligenza dell'organismo (tantissima) e quella "razionale" del povero cervello in causa (misera e ridicola). 

Occorre dunque una continua e convinta dimostrazione che ci sono palesi ed efficaci cambiamenti negli stili di vita, fin quando il corpo comincia a spostarsi gradualmente da quell'inevitabile stallo, rendendosi conto che può sopravvivere, anzi che può trovarsi in condizioni di benessere, anche senza riserva di grasso eccedente, senza ridurre la massa magra, senza valori delle analisi alterati, senza patologie-segnale e senza pigrizia motoria.

Chi vede la dieta solo come necessaria frustrazione alimentare, continuando a pensare di dovervisi sottoporre ripetutamente, è fondamentalmente una persona senza la dignità di un minimo di personalità e di vera intelligenza, e non riuscirà mai a togliersi dalle sabbie mobili e a riprogrammarsi  diversamente, finendo sempre più a fondo, andando ad aumentare l'esercito già ben numeroso delle amorfe e spente figure che tolgono nobiltà evolutiva a quel che l'Essere Umano sarebbe, se cominciasse a essere meno stupido, in grado di divenire. 

La fretta, gli schemi e l'ignoranza sono i veri fattori che non porteranno mai nessun risultato.

Per approfondimenti leggete il libro: "INIZIAZIONE ALLA DIETA BIO-SOFICA - Sulle orme dell'Ovo Sapiens" - Edizioni Mediterranee  - Roma

o telefonate al 3477534243

sabato 1 aprile 2017

LA FONDAMENTALE ANALISI DI COMPOSIZIONE CORPOREA

Inseguire un peso, cosiddetto ideale, può essere motivo di sacrifici e squilibri, alimentari e non, che innescano una spirale di adattamenti negativi senza uscita
Il DNA programma anche la quantità di massa magra potenziale individuale.  È veramente incredibile come la massa magra di certi individui possa aumentare, se l’apporto nutritivo è adeguato, a prescindere che si svolga attività fisica o meno.
Va sottolineato che la massa magra di cui si è in deficit (a causa della nutrizione incompleta precedente) viene recuperata maggiormente nei primi 2-3 mesi dal passaggio da una nutrizione deficitaria a una congrua. È per questo motivo che il peso, già di scarsa importanza in genere, riveste ancor meno valore nei primi tempi. 

Ci sono individui che, dopo un mese dall’inizio di un corretto programma nutrizionale, pesano addirittura di più, ma riferiscono di indossare più comodamente gli abiti, di sentirsi più energici e di vedersi “modellati” e la cui analisi bio-impedenziometrica evidenzia come abbiano avuto un aumento di massa magra superiore alla quantità di grasso perso.

Chi dà troppa importanza al peso, a cospetto di queste positive trasformazioni fisiche, generate dall’eu-nutrizione, che non fanno spostare l’ago della bilancia nella direzione o nell’entità sperate, tende ad avvilirsi e a cercare soluzioni nella restrizione esasperata o si lascia andare alla deriva. Se questi soggetti avessero pazienza, conoscenza e consapevolezza, invece, potrebbero notare, col tempo, anche riduzioni di peso consistenti dal momento in cui, stabilizzatasi la massa magra sui livelli di costituzione, la riduzione del peso della massa grassa verrebbe del tutto evidenziata dalla bilancia.


L’analisi di composizione corporea: il bio-impedenziometro “vede” ciò che è negato all’ottusa bilancia
Si consideri che, oltre alla muscolatura, vi sono componenti della massa magra “invisibili”,  come il tono degli organi interni e la densità delle ossa, che possono, e devono, sanamente aumentare, contribuendo al peso corporeo.
Esistono vari gradi positivi di forma fisica che non sono definibili assolutamente dal peso, ma che sono individuabili solo mediante la percentuale di grasso corporeo, e che vanno dalla norma fino a una condizione da atleta di alto livello. Tra gli atleti professionisti, ad esempio, si ritrovano condizioni eccezionali anche fino al 5-6% di grasso corporeo per i maschi e fino al 10-12% di grasso corporeo per le femmine. L’unico fattore che garantisce una certa facilità nel mantenere una buona condizione raggiunta è, come abbiamo visto, evitare la riduzione della massa magra, favorendone bensì l’incremento.

Un parametro assurdo, ma tuttora incredibilmente ritenuto scientificamente valido, anche a livello universitario, è il BMI (indice di massa corporea) che si ottiene dividendo il peso, in chili, per l’altezza al quadrato, in metri. Pure in questo caso non viene presa in esame la costituzione fisica individuale, d’altronde variabile nello stesso individuo, cioè l’ossatura e la muscolatura, nonché gli organi interni (che possono pesare di più o di meno individualmente e a seconda del modo di mangiare); con questo metodo un culturista o un magro massiccio possono risultare obesi, mentre una persona esile o con erosione delle masse cellulari può essere considerata in perfetta condizione. 

Riflessioni importanti sul peso possono riguardare le trasformazioni fisiche a cui si va incontro con gli anni: ad esempio, una donna di 1 metro e 62 di altezza che a 20 anni poteva essere in forma a 57 chili, a 40 anni può ritrovare la stessa “forma” corporea a 65 chili.
Del resto, anche nel linguaggio comune si parla proprio di forma fisica, cioè dell’armonia tra le parti del corpo, che non è data dal peso; essere magri significa avere poco grasso e molta massa magra, e non significa affatto pesare poco.

Si è riscontrato che certi individui appaiono visibilmente più magri, pur essendo aumentato il peso e pur non essendo diminuito il grasso; questo significa che già il solo miglioramento della massa muscolare e dello stato della pelle favorisce l’armonia tra le parti del corpo e, quindi, la forma.  L’effetto positivo è, ovviamente, ancora più palese se, a un aumento di massa magra, corrisponde anche una diminuzione di grasso. Si può dire che un individuo dovrebbe essere addirittura contento di veder migliorare la propria forma fisica senza avere una particolare riduzione del peso: significherebbe che ha maggiore densità ossea, che muscoli e organi interni sono più tonici e, dunque, più funzionali, e che brucia mediamente più calorie sotto forma di grassi.


Certamente la salute estetica e organica non possono essere rappresentate da un numero che, per quanto riferito a una tabella standard, messa a punto da “cosiddetti esperti”, non ha nessun valore se non si interpreta il caso individuale nella sua globalità.

Presso lo STUDIO DI DIETA BIO-SOFICA è disponibile 
il Soft Tissue Analyzer - BIA, bioimpedenziometro validato clinicamente e in dotazione solo ad alcuni policlinici.
Esso rileva le quantità di massa grassa, massa magra attiva e distribuzione dei liquidi, differenziando la quota di liquidi intracellulari da quella dei liquidi extracellulari (ritenzione idrica).