Dr. Giovanni Moscarella - Nutrizionista - Napoli - www.nutrirsi.net

venerdì 25 maggio 2012

Lo stile di vita alimentare e lo stress inducono ad accumulare "più grasso"

Stati prolungati di "stress", parola fortemente abusata, ma che racchiude in sè un alterazione del nostro stato di "allerta" e che in casi normali , può esserci utile per affrontare situazioni difficili.
Ma se essa diventa cronica, ecco che produce effetti biochimici in grado di alterare una serie di funzioni importanti del nostro metabolismo.
Il primo effetto è un aumento dell' ormone del cortisolo, il quale quando raggiunge valori elevati produce una riduzione della sintesi proteica, trasformando gli aminoacidi in glucosio il quale se non opportunamente utilizzato come fonte energetica tenderà a trasformasi in deposito adiposo, quindi grasso.
Ciò non di meno è la scarsa nutrizione inficia le efficienze psichiche, aumentando tra l'altro il rischio di divenire manipolabili. 
Anche se l'organismo non deve affrontare situazioni di estremo dinamismo, ci può   essere una deficienza di energia e di attivatori che non permette nemmeno una normale attività quotidiana in stato di "quiete". In questi casi che si verificano anche seguendo diete restrittive, ai danni già inferti dalla stessa nutrizione inadeguata, si somma paradossalmente questa condizione di stress con risposta adattiva che, mediante l'azione del cortisolo, svilisce ulteriormente le disponibilità dei fondamentali aminoacidi.
Inoltre potrebbe addirittura essere lo stile di vita alimentare a influire nocivamente finanche sulla percezione emotiva degli eventi quotidiani, agendo la cattiva nutrizione deleteriamente pure sulla capacità nervose.